z
zeldathemes
Il Cinema a Casa

Inland Empire: come e più dell’altro film di Lynch (il regista) che ho avuto modo di vedere, in Inland Empire vediamo una trama che da lineare o solo vagamente misteriosa si trasforma in un buco nero di scene spezzate, frammenti di una storia che è tante storie, che si distendono su una pellicola di circa tre ore e sembrano riflettere continuamente decine di trame, momenti e personaggi diversi o in diverse prospettive. Lynch prende uno specchio, lo pone di fronte ad una trama (potenzialmente) logica, lo rompe e ci mostra il riflesso di ogni pezzo del mosaico, che però non aiuta a ricomporre ciò che prima era un intero e che dunque non permetterà mai di vedere la trama iniziale, bensì essa in decine di dimensioni diverse, raccogliendone colori e sfumature, dettagli e luci, che non saranno mai più altro che pezzi. Nonostante questo, il film è intriso, anche grazie a delle riprese intense ed ai lenti primi piani accompagnati da musiche d’atmosfera non da poco, di una carica comunicativa che per qualche motivo mi impedisce di considerarlo un film brutto..nonostante la trama non abbia un senso -o perlomeno non uno solo, razionale, nè interpretazioni che sappiano spiegarne tutte le scene. Per tre ore permette di immergersi in un vortice di sensazioni che persino lo spettatore potrebbe non riuscire a spiegarsi, a provare rassicurazione, tensione, timore, inquietudine, commozione ed arrivare alla fine con un enorme punto interrogativo senza riuscire a smettere di pensarci, finendo così a cogliere, lentamente ed a volte con un po’ di ritardo, piccoli dettagli e collegamenti che rendono la trama un intreccio sempre più ipnotico. 
L’attrice principale è una meraviglia, pur non eccezionale, ma adeguatissima, profonda e adeguata, così come gli altri, funzionali e adatti. La regia merita, anche nelle sue cadute trash, ed il resto non è commentabile. E’ un film di sensazioni, non di tecnica nè di trama. Lo consiglio solo a chi è disposto ad accettare uno stile comunicativo assolutamente diverso dal consueto. Altrimenti risulterebbe, agli occhi della persona sbagliata, un film privo di senso, un’accozzaglia di frammenti insensati. Quale non è.
****DRAMMATICO/PSICOLOGICO 

Inland Empire: come e più dell’altro film di Lynch (il regista) che ho avuto modo di vedere, in Inland Empire vediamo una trama che da lineare o solo vagamente misteriosa si trasforma in un buco nero di scene spezzate, frammenti di una storia che è tante storie, che si distendono su una pellicola di circa tre ore e sembrano riflettere continuamente decine di trame, momenti e personaggi diversi o in diverse prospettive. Lynch prende uno specchio, lo pone di fronte ad una trama (potenzialmente) logica, lo rompe e ci mostra il riflesso di ogni pezzo del mosaico, che però non aiuta a ricomporre ciò che prima era un intero e che dunque non permetterà mai di vedere la trama iniziale, bensì essa in decine di dimensioni diverse, raccogliendone colori e sfumature, dettagli e luci, che non saranno mai più altro che pezzi. Nonostante questo, il film è intriso, anche grazie a delle riprese intense ed ai lenti primi piani accompagnati da musiche d’atmosfera non da poco, di una carica comunicativa che per qualche motivo mi impedisce di considerarlo un film brutto..nonostante la trama non abbia un senso -o perlomeno non uno solo, razionale, nè interpretazioni che sappiano spiegarne tutte le scene. Per tre ore permette di immergersi in un vortice di sensazioni che persino lo spettatore potrebbe non riuscire a spiegarsi, a provare rassicurazione, tensione, timore, inquietudine, commozione ed arrivare alla fine con un enorme punto interrogativo senza riuscire a smettere di pensarci, finendo così a cogliere, lentamente ed a volte con un po’ di ritardo, piccoli dettagli e collegamenti che rendono la trama un intreccio sempre più ipnotico. 

L’attrice principale è una meraviglia, pur non eccezionale, ma adeguatissima, profonda e adeguata, così come gli altri, funzionali e adatti. La regia merita, anche nelle sue cadute trash, ed il resto non è commentabile. E’ un film di sensazioni, non di tecnica nè di trama. Lo consiglio solo a chi è disposto ad accettare uno stile comunicativo assolutamente diverso dal consueto. Altrimenti risulterebbe, agli occhi della persona sbagliata, un film privo di senso, un’accozzaglia di frammenti insensati. Quale non è.

****
DRAMMATICO/PSICOLOGICO